Approfondimenti

Introduzione al Qi Gong


La medicina tradizionale cinese è da sempre strettamente legata alla filosofia. Concetti come Yin-Yang, cinque fasi, energie esterne, emozioni, evoluzione spirituale, vengono costantemente collegati alla comparsa di un disagio che si ripercuote sul piano fisico.

Quello che da sempre contraddistingue il pensiero cinese è che uno stile di vita sano ed equilibrato automaticamente si accompagna ad un buon stato di salute. Questo concetto, scontato ai giorni nostri, , dà l’idea di quanto avessero visto sulla lunga distanza i medici del tempo, considerando che la medicina cinese è stata codificata circa 5000 anni fa.

Esistono principalmente tre campi di pratica. Il Qi Gong marziale è insegnato come complementare agli stili di arti marziali tradizionali e permette di irrobustire il corpo, migliorare la postura e apprendere la giusta respirazione, questi concetti inseriti, poi, nella pratica marziale vanno a incrementare il livello del praticante. Il Qi Gong medico lavora sui canali energetici che vengono stimolati anche nell’agopuntura e nel massaggio tradizionale cinese (Tui Na), l’obiettivo è ripristinare l’equilibrio tra Yin e Yang per far fluire liberamente il Soffio (Qi), l’energia vitale, per mantenere più a lungo possibile una condizione di benessere. Il Qi Gong alchemico, derivante dalla tradizione taoista, ha come scopo quello di permettere l’evoluzione personale del praticante lavorando su tre centri energetici chiamati Dan Tian丹田, ovvero campi di coltivazione.

Il Dan Tian inferiore ha sede nella cavità pelvica e rappresenta la fisicità, il contatto con la terra, il soddisfare i bisogni primari e personali, il lavoro su questo centro consiste nel coltivare le proprie risorse. Il Dan Tian medio è situato nella cavità toracica ed è il livello collegato all’interazione con il mondo esterno, sia questo la natura o le persone. Dopo aver accumulato le risorse dobbiamo essere in grado di sfruttarle per muoverci nella vita. Il Dan Tian superiore dimora nella cavità cranica ed è collegato alla consapevolezza e all’evoluzione spirituale, rappresenta una fase successiva all’interazione con il mondo dove si giunge ad una più profonda comprensione di sé che porta ad un cambiamento. Nella visione cinese il mezzo per la crescita spirituale è sempre il corpo.

La pratica del Qi Gong si basa, come molte altre cose nella filosofia cinese, sull’interazione e armonizzazione di tre aspetti:

条身Tiao Shen – Regolare il corpo

Lavorare a livello fisico raggiungendo progressivamente il rilascio delle tensioni inutili e una stato di maggior naturalezza, si cerca di acquisire una postura diritta ma economica, senza inutili sprechi di energia che vanno a mantenere tensioni che non servono;

条息Tiao Xi – Regolare il respiro

Praticare una respirazione lenta e profonda che, nel tempo, deve diventare naturale. Il primo obiettivo è far scendere il respiro nella zona sotto l’ombelico per stimolare gli organi interni con l’espansione e la contrazione addominale. Nel taoismo si punta, ad un livello più avanzato, ad apprendere un tipo di respirazione specifica chiamata respirazione inversa dove si contrae l’addome e la zona perineale durante l’inspirazione per concentrare il Qi nella zona;

条心Tiao Xin – Regolare il cuore (mente)

In questa fase si cerca di fare chiarezza e lasciare andare le sensazioni che possono nuocere, il primo effetto è uno stato di calma generalizzata, usando i termini cinesi classici, bisogna raggiungere una condizione denominata Xu Xin, ovvero, il vuoto del cuore. Con questa espressione si intende vivere pienamente le proprie emozioni, senza reprimerle o creare un attaccamento ad esse, e lasciarle scorrere per essere pronti e liberi di vedere il mondo senza condizionamenti, in modo da percorrere agevolmente la strada che la vita ha deciso per noi.